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Breeding della Cannabis: Come Creare la Tua Propria Varietà di Cannabis

7 febbraio 2023
Tutto quello che devi sapere per creare le tue varietà di cannabis!
7 febbraio 2023
22 min read
Breeding della Cannabis: Come Creare la Tua Propria Varietà di Cannabis

Contenuti:
Per saperne di più
  • 1. L’evoluzione delle piante di cannabis
  • 2. Varietà landrace indica e sativa
  • 2. a. Cannabis ruderalis
  • 3. Perché creare nuove varietà?
  • 4. Caratteristiche delle piante e come selezionarle
  • 4. a. E il tratto autofiorente?
  • 5. Ereditarietà dei caratteri
  • 5. a. Tratti dominanti e recessivi
  • 6. L’importanza dei test sui fenotipi della cannabis
  • 7. Tecniche di breeding delle varietà cannabis
  • 7. a. Backcrossing
  • 7. b. Selfing
  • 8. Selezionare femmine e maschi
  • 9. Cominciare il primo incrocio generazionale
  • 10. Testare i tuoi incroci f1
  • 11. Breve guida step-by-step al breeding della cannabis
  • 12. Breeding della cannabis - faq
  • 13. In conclusione

Il breeding della cannabis richiede molto tempo e consiste fondamentalmente nell’incrociare una pianta maschio e una femmina, con la possibilità di ottenere nuove varietà con caratteristiche uniche. Tutto quello che devi fare è combinare la genetica di entrambe le piante di cannabis e affinarla per ottenere un ibrido unico, ma non è così semplice. Tieni presente che per la maggior parte dei coltivatori domestici, creare nuove varietà di cannabis può essere estremamente difficile a causa dell’esperienza e dello spazio necessari per ottenere una genetica di qualità, soprattutto se hai in mente di commercializzare i tuoi semi di cannabis. Tuttavia, se vuoi creare una varietà per coltivarla a casa non occorre lavorare così tanto: con pochi incroci puoi ottenere migliaia di semi e avere sempre la scorta piena. Quindi, se vuoi imparare tutto sul breeding della cannabis e sulla creazione di nuove varietà, continua a leggere!

1. L’evoluzione delle piante di cannabis

Fin dall’inizio, le piante di cannabis si sono riprodotte naturalmente creando probabilmente molte variazioni della stessa varietà, ma a causa di una riproduzione casuale e non selettiva, il risultato non era una nuova varietà bensì una versione migliorata della stessa genetica. Da alcune decine di anni, i coltivatori effettuano incroci selettivi per ottenere alte percentuali di THC per effetti psicoattivi e più recentemente per i benefici medicinali del CBD, ma c’è molto altro nel mondo del breeding. Esistono moltissimi terpeni e cannabinoidi nella cannabis che fino a poco tempo fa non erano conosciuti o studiati e che possono modificare gli effetti che la cannabis può offrire; grazie a queste scoperte, oggi molti breeder sviluppano varietà per altre caratteristiche, non solo per i livelli di THC e CBD.

 

Breeding della cannabis: l'evoluzione delle piante di cannabis

L’evoluzione delle piante di cannabis.
 

Questo significa che non esiste la migliore varietà al mondo; ad esempio, i “vecchi” spesso preferiscono le varietà disponibili negli anni ‘60 e apprezzano maggiormente l’effetto di quelle varietà “old school”, nonostante i livelli di THC non siano elevatissimi come quelli presenti nelle varietà odierne.

Per fortuna, molte banche del seme e breeder hanno conservato genetiche classiche e landrace e possono ora creare genetiche moderne partendo da quelle antiche oppure sviluppare nuove varietà con caratteristiche simili a quelle di una volta. Grazie alla crescente popolarità della cannabis negli ultimi anni, è possibile trovare centinaia di varietà di cannabis con effetti diversi, aromi e contenuti di cannabinoidi differenti, ma ricordati: tutte le varietà di cannabis, sia antiche che moderne, provengono dalle stesse piante di cannabis, ovvero dalle landrace.

2. Varietà Landrace Indica e Sativa

Prima che acquistare semi di cannabis di buona qualità fosse facile, i coltivatori viaggiavano in tutto il mondo per trovare semi di varietà landrace Indica e Sativa al fine di migliorare le varietà che già avevano e crearne di nuove. Queste landrace sono varietà che crescono spontaneamente in una determinata regione e spesso sono la varietà coltivata dai locali. Proprio perché uniche della loro zona, i coltivatori visitavano vari luoghi per trovare varietà con tratti unici, come colore, sapore, odore o potenza.

Dopo aver trovato i semi desiderati, coltivatori e breeder li incrociavano per trasmettere queste caratteristiche a nuove varietà o a quelle su cui stavano già lavorando, dando così origine alle varietà che conosciamo oggi. Ad esempio, si dice che la famosa OG Kush sia nata da incroci tra landrace tailandesi, pakistane e indiane nel 1992, ed è ancora oggi consumata: questo ti fa capire perché le landrace sono così importanti.

Questa ricerca di landrace in giro per il mondo è stata portata avanti da tanti esploratori fin dai primi anni ’70 (e probabilmente anche prima), ma è documentata al meglio nella serie “Strain Hunters”. Dal 2008 in avanti, alcuni breeder di Amsterdam sono partiti per il mondo con lo scopo di individuare, localizzare e recuperare landrace di cannabis mai studiate, documentando l’intero processo in una serie di filmati. 

L’intento principale di queste “missioni” è fornire a scienziati e medici le varietà originali di cannabis non ancora estinte, allo scopo di ampliare la conoscenza della pianta in ambito medico. Ogni volta che una landrace si estingue perdiamo la possibilità di fornire alla medicina le proprietà uniche e potenti di quella particolare varietà. Dopo le analisi scientifiche, la varietà viene poi rilasciata per fini di breeding. 

Molti di questi film sono facilmente disponibili su YouTube. Se sei interessato al processo di breeding della cannabis e alla storia di questa pianta (e probabilmente sì, visto che sei capitato su questa pagina) ti consigliamo assolutamente di guardare i documentari Strain Hunters.

Cannabis Ruderalis

Oltre alle landrace Indica e Sativa, esistono le landrace Ruderalis, non particolarmente apprezzate nel breeding per gli effetti poco potenti rispetto alle Indica e Sativa, ma presto i breeder scoprirono che questa pianta aveva una caratteristica unica: l’autofioritura, cioè la capacità di fiorire automaticamente a prescindere dai cicli di luce.

La prima varietà ruderalis identificata fu trovata nella Siberia meridionale dal botanico russo D. E. Janischewsky nel 1924. All’epoca, Janischewsky era nella regione proprio per studiare le varietà selvatiche di cannabis quando si accorse di aver scoperto una terza specie, distinta da Cannabis Sativa e Cannabis Indica. Decise dunque di chiamarla “Ruderalis” perché in latino botanico il termine significa 'erbaccia' o 'che cresce tra i rifiuti', proprio come la trovò lui. Dopo il primo rinvenimento in Siberia, la C. Ruderalis è stata individuata anche in Asia, Europa centrale e orientale e in tutta la Russia. 

La crescita era molto meno vigorosa rispetto a certe Sativa e Indica landrace, con steli sottili e deboli e molte meno ramificazioni. Janischewsky si interessò a questa nuova specie e iniziò a coltivarla e studiarla. Capì subito che, sebbene le piante fossero meno imponenti per dimensioni e THC rispetto alle altre due specie, possedevano il timer genetico incorporato che fa scattare la fioritura automaticamente, indipendentemente dall'illuminazione. Le varietà Ruderalis hanno generalmente meno THC rispetto alle Sativa e Indica, ma producono elevate quantità di CBD, motivo (oltre all'autofioritura) che smosse l'interesse dei breeder negli anni '80.

Quando i breeder capirono di poter sfruttare l'autofioritura, iniziarono a incrociare le Ruderalis con genetiche Indica e Sativa, creando così varietà autofiorenti dai fiori di alta qualità e molto potenti. Le primissime autofiorenti non erano affatto potenti, ma nel tempo gli incroci si sono susseguiti e oggi le moderne autofiorenti sono potenti e bellissime proprio come le non-autofiorenti, con la grande differenza dell'autofiorenza.

 

 

Breeding della cannabis: sativa vs indica vs ruderalis

Le principali differenze nella struttura della pianta.
 

Questo è solo uno degli esempi di come il breeding ti permette di “prelevare” una caratteristica specifica da una determinata varietà e trasmetterla ai discendenti. Ma, anche se sembra facile, non lo è affatto. Se hai in mente di fare breeding per una tua varietà, serve molto più che individuare una caratteristica che ti piace e impollinare una pianta: come breeder devi sapere riconoscere i tratti e saperli introdurre nelle tue varietà, lasciando da parte quelli indesiderati.

Non è così semplice come potrebbe sembrare, soprattutto considerando che le autofiorenti hanno alle spalle una storia travagliata e piena di fallimenti prima di raggiungere il livello attuale. Pur se le origini delle autofiorenti moderne sono ancora oggetto di discussione, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che la prima vera varietà autofiorente disponibile in commercio fu “Lowryder”, creata dal breeder “The Joint Doctor”. Sebbene ci siano stati decenni di sperimentazioni prima di allora, nulla aveva ancora raggiunto il mercato commerciale in modo interessante per la comunità globale. 

Questa varietà derivava dall’incrocio tra una Ruderalis russa e una Sativa messicana ad alto contenuto di THC, risultando in un fenotipo più vicino alla Ruderalis, povero in psicoattività e nella gamma di cannabinoidi e terpeni che si trovano oggi in tante varietà auto. Nonostante la poca raffinatezza e potenza, ci volle poco prima che apparisse “Lowryder 2”, molto più potente e con un profilo terpenico molto più interessante. Fu proprio questo a dare il via al boom delle autofiorenti che ringraziamo oggi per tutte le fantastiche varietà disponibili!

3. Perché creare nuove varietà?

A questo punto potresti chiederti, se già ci sono così tante varietà, perché crearne di nuove? I breeder danno vita a nuove varietà per offrire qualcosa che attualmente non esiste sul mercato. 

Così come le antiche varietà avevano effetti diversi dalle moderne, anche oggi un breeder potrebbe iniziare un progetto e ottenere un risultato magari migliore di qualsiasi cosa disponibile, anche partendo dalle landrace. Questo succede perché ogni pianta è una versione leggermente diversa dei suoi “fratelli”, quindi la progenie avrà un mix di caratteristiche dai genitori e, man mano che si combinano varietà diverse, c’è la possibilità di creare nuove combinazioni di terpeni ed effetti.

Ad esempio, il breeding della canapa ha portato alla scoperta di una nuova forma di THC, Delta-8, che ha effetti simili a quelli del THC classico ma meno potenti, dando origine a nuovi prodotti a base di cannabis. Questa combinazione genetica tra specie diverse si chiama breeding, mentre la selezione mirata di un tratto specifico ignorandone altri sgraditi prende il nome di breeding selettivo: significa che, per ottenere una nuova varietà, basta selezionare i tratti che desideri e quelli che non vuoi, e poi incrociare la tua varietà per raggiungere l’obiettivo.

Non riuscirai a creare una varietà davvero unica incrociando solo due varietà diverse, è un compito difficile e ci sono varie tecniche per farlo, ma prima è importante conoscere quali caratteristiche può avere una pianta di cannabis.

4. Caratteristiche delle piante e come selezionarle

La prima cosa da fare prima di iniziare il breeding è sapere quali caratteristiche desideri che la tua pianta abbia; Esistono milioni di combinazioni che danno risultati differenti ed è facile perdersi tra le varie possibilità, quindi è essenziale fissare i propri obiettivi.

In tabella puoi vedere le principali caratteristiche da conoscere prima di affrontare un progetto di breeding, ma ce ne sono molte altre e, maggiore è il pool genetico, più opzioni avrai anche se diventa più difficile mantenere quella caratteristica. Ad esempio, quando si fa breeding per un colore specifico, è difficile stabilizzare una varietà affinché tutta la progenie abbia il colore desiderato, visto che selezionando il colore potresti dover sacrificare altri tratti desiderati.

Per fissare gli obiettivi servirà un piano di breeding con tutte le caratteristiche che desideri per la tua varietà; tra le più comuni troviamo:

 

Caratteristiche della cannabis
Pattern di crescita Resistenza Fiori
Alta o bassa Velocità di crescita Aroma
Ramificata o con poche foglie Resistenza ai parassiti Colore
Tempo di fioritura Adattabilità a caldo o freddo Effetti
Raccolto Robustezza rami e stelo Contenuto di cannabinoidi

 

Un altro esempio è il breeding per la potenza. Se punti al THC o ai livelli di CBD, devi sapere che ci sono diversi aspetti che possono influenzare effetti e potenza della varietà, esistono oltre una dozzina di cannabinoidi ancora poco conosciuti e anche i terpeni svolgono un ruolo enorme sugli effetti della varietà, quindi potresti puntare a un alto THC ma il risultato non essere quello desiderato a causa del profilo terpenico o dei livelli di CBD.

Questo significa che non è sempre necessario puntare solo al THC per ottenere effetti potenti, quindi è importante conoscere tutte le caratteristiche e capire come sono correlate tra loro. Inoltre, prima di iniziare il tuo progetto di breeding, dovresti già avere piante madre e padre che posseggano i tratti desiderati, altrimenti dovrai prima incrociare le piante madri per fissare quei tratti.

E il tratto autofiorente?

Il breeding delle autofiorenti è come quello delle fotoperiodiche, ma invece di incrociare due varietà fotoperiodiche, si incrociano fotoperiodiche con Ruderalis (o autofiorenti). Bisogna fare questo incrocio per almeno 4-5 generazioni per ottenere che la maggior parte della progenie mantenga il tratto autofiorente. Il numero di piante per generazione varia da breeder a breeder, ma in generale si consiglia almeno 100 piante per generazione per poter osservare tutti i caratteri espressi dall’incrocio e poter selezionare i migliori.

5. Ereditarietà dei caratteri

Oltre a sapere quali tratti vuoi nella tua varietà, è vitale conoscere i tratti dominanti e recessivi nel breeding. 

Tratti dominanti e recessivi

I tratti dominanti saranno visibili rispetto a quelli recessivi, mentre i tratti recessivi restano “nascosti” fino a quando non sono in coppia nella stessa pianta: solo allora saranno evidenti. Ad esempio, se prendi due piante di cannabis le cui progenie sviluppano per lo più cime verdi ma alcune crescono cime viola, significa che nella genetica c’è un tratto recessivo per le cime viola. Se vuoi fissare questa caratteristica, devi incrociare due dei figli e così i semi porteranno la doppia copia del tratto “viola”, diventando evidente in tutte le piante.

Capire i tratti dominanti e recessivi può essere difficile, imparare un po’ di genetica e ereditarietà dà un grande vantaggio nel breeding della cannabis. Tutte le piante (e animali) ereditano due versioni di ogni gene, una dal padre e una dalla madre, e il modo in cui questi interagiscono ha grande effetto sulla tua pianta e sui fenotipi espressi. Come detto, certi geni sono dominanti e quindi prevalgono se la pianta ne ha anche solo uno, mentre i geni recessivi si manifestano solo se presenti in doppia copia. Ecco alcuni esempi.

Dominanza completa

Se una pianta di cannabis può avere cime verdi o viola e il gene “verde” è dominante, il gene “viola” è recessivo: la pianta esibirà solo cime verdi o viola, mai entrambe insieme.

L’immagine sotto mostra che “G” è il gene dominante e “P” quello recessivo: nelle prime due generazioni tutte le piante avranno cime verdi anche se alcune portano il gene “P”; solo dopo aver incrociato ibridi F1 tra loro, compariranno cime viola (F2 generation). 25% della discendenza avrà cime viola, ma non sempre è così semplice.

 

Breeding della cannabis: dominanza completa

Geni dominanti in generazione F1 e F2.
 

Durante le prime due generazioni nessun discendente svilupperà fiori viola avendo solo una copia del gene “P”, ma incrociando gli ibridi F1 si incorpora più genetica “viola” (P) – da qui la presenza in F2 di 25% piante con cime viola. Spesso però non tutti i geni sono dominanti o recessivi: a volte possono interagire e dare nuovi tratti, qui interviene la dominanza incompleta.

Dominanza incompleta

La dominanza incompleta avviene quando nessun gene prevale nettamente; i geni si influenzano a vicenda parzialmente. Se incroci due piante, una “G” e una “P”, in dominanza incompleta la discendenza non avrà solo uno o l’altro: comparirà una via di mezzo, ad esempio cime rosa perché nessuna versione prevale del tutto, ma i due geni si mescolano.

 

Breeding della cannabis: dominanza incompleta

Dominanza incompleta nelle generazioni F1 e F2.
 

Come mostra l’immagine, la prima generazione (ibridi F1) avrà solo cime rosa, avendo una copia per gene, mentre incrociando la generazione F1 tra loro (F3), ci sarà 50% di probabilità di cime rosa e 25% di cime verdi o viola. Questo è solo un esempio sui colori, ma ogni tratto — colore, aroma, effetto — è influenzato dall’incrocio. Per scoprire la genetica “nascosta”, si può eseguire un backcross, cioè incrociare la progenie con il genitore, per vedere se emergono nuovi tratti.

Con il backcross vedrai sempre più varianti nei discendenti, così potrai capire quali piante incrociare per ottenere la caratteristica che cerchi. Dopo aver selezionato la genetica, i tratti saranno più stabili e potrai fissarli nel tempo senza dover ricominciare da zero, ma nelle prime fasi la progenie esibirà vari tratti anche in base all’ambiente di coltivazione... quindi, cosa si intende per fenotipo?

6. L’importanza dei test sui fenotipi della cannabis 

Un fenotipo è una tra le tante combinazioni genetiche che una varietà può esprimere, includendo tutte le caratteristiche viste nella tabella del punto 4. I tratti (o fenotipo) di una pianta di cannabis sono influenzati dall’ambiente di crescita, questo significa che:

 

Genetica + ambiente di coltivazione = fenotipo

 

Ecco perché puoi coltivare la stessa varietà indoor e outdoor, ad esempio, e ottenere risultati diversi. Anche se non è esattamente la stessa cosa, puoi pensare ai caratteri che i figli ereditano dai genitori: se uno è alto e uno basso, i bambini possono essere alti o bassi, ma con due genitori alti le possibilità di figli alti aumentano — e così funzionano i fenotipi nella cannabis. Le varietà poco stabili mostrano molti fenotipi, cioè due piante della stessa varietà possono essere diverse mentre le varietà stabilizzate crescono molto simili tra loro, grazie alla selezione dei geni che vuoi mantenere.

Tuttavia, anche con la genetica stabile, l’ambiente può influenzare i fenotipi espressi: ad esempio, clonando una pianta di cannabis (ottenendo una copia esatta), la pianta crescerà come la madre solo se coltivata nelle stesse condizioni, ma cambierà se coltivata in un ambiente diverso.

Quindi, due piante della stessa varietà cresceranno simili in condizioni climatiche fredde, ma coltivandone una al freddo e una al caldo è probabile che esprimano fenotipi diversi. Questo vale per tutti gli elementi della coltivazione di cannabis, come:

  • Temperatura;
  • Umidità;
  • Nutrienti;
  • Illuminazione;
  • E frequenza di irrigazione, tra gli altri.

Tieni presente che varietà che esprimono fenotipi diversi in condizioni differenti è assolutamente normale, perfino le varietà stabili possono avere 1-2 fenotipi differenti; ma se quasi tutta la progenie mostra tratti diversi potrebbe essere necessario stabilizzare ulteriormente la genetica, ci sono alcuni modi per farlo.

7. Tecniche di breeding delle varietà cannabis

Come visto, una varietà stabilizzata dà risultati più uniformi; per ottenerli bisogna utilizzare alcune tecniche di breeding come il backcrossing e il selfing, finché non si ottengono piante madre in grado di produrre progenie che cresce identica o quasi identica, permettendo a breeder e coltivatori di sapere cosa aspettarsi da quella genetica.

Backcrossing

Il backcrossing è una tecnica usata dai breeder per stabilizzare le varietà: consiste nell’incrociare una pianta di cannabis con una pianta madre o con una geneticamente affine, così la progenie avrà più probabilità di avere due versioni del gene desiderato e quindi certi tratti appariranno più spesso.

Se vuoi fissare uno o più tratti, puoi incrociare un maschio nato dalla progenie con la madre: in questo modo aumenti la probabilità che il tratto desiderato (colore, aroma, sapore, effetto…) venga trasmesso alla generazione successiva.

 

Breeding della cannabis: backcrossing e selfing

Backcrossing versus selfing.

Selfing

Rispetto al backcrossing, il selfing si fa con una pianta femmina e una sua talea. Per farlo, bisogna invertire il sesso della talea e autoimpollinare la pianta madre. Per invertire il sesso della pianta di cannabis, i breeder stressano una pianta in fioritura fino a farle produrre sacche di polline maschile, che vengono raccolte per impollinare la pianta madre. In questo modo si ottengono semi che manifestano più spesso i tratti desiderati.

Ricorda solo che il backcrossing è preferito perché forzare le piante femmina a produrre sacche di polline può aumentare la possibilità di hermafroditismo nella progenie.

8. Selezionare femmine e maschi

Sia backcrossing che selfing richiedono almeno una pianta madre per poter produrre semi. Ottenere una femmina e un maschio è semplice, basta germinare un pacchetto di semi regolari; ma per fare semi di qualità serve selezionare i maschi e le femmine coi tratti desiderati.

La selezione delle femmine è facile: basta farle crescere e osservare come si sviluppano; se hanno i tratti giusti le usi per il progetto, se non ti soddisfano le scarti. È molto più difficile scegliere il maschio perché non sviluppa i fiori e non puoi sapere che caratteristiche trasmetterà: dovrai quindi incrociarlo con più femmine e vedere il risultato per identificare quali maschi trasmettono tratti specifici alla progenie femmina.

 

Breeding della cannabis: selezionare piante maschio e femmina

Selezionare maschi e femmine per i tuoi incroci.
 

I buoni maschi sono probabilmente la parte più importante del breeding perchè alcuni loro tratti sono “silenti” e l’unico modo per sapere cosa trasmetteranno è incrociarli con le femmine e vedere i risultati. Ad esempio potresti scoprire che un maschio fa sì che le cime delle sue figlie odorino di bubblegum ma, non producendo fiori, lo saprai solo dopo aver fatto i semi e cresciuto le piante.

Per via di questi tratti “silenti”, occorrono tempo, dedizione e una buona documentazione per capire quali caratteristiche trasmetterà il maschio e quali verranno ereditate nella progenie femmina.

9. Cominciare il primo incrocio generazionale

Dopo aver selezionato le piante maschio e femmina da utilizzare, la loro progenie del primo incrocio viene chiamata ibrido F1 (prima generazione). Quando le piante madre sono state sottoposte a vari cicli di backcrossing, selfing o incroci tra parenti stretti — oppure incrociando due piante completamente “non correlate” (che non condividono alcun antenato) — la progenie F1 sviluppa una caratteristica conosciuta come “vigore ibrido” (o eterosi).

Il vigore ibrido può essere sfruttato per aumentare raccolto, uniformità e vigore della crescita; in queste condizioni, la progenie delle stesse piante madri cresce più rapidamente, produce raccolti più abbondanti ed è più forte delle piante genitrici. Però ciò avviene solo negli ibridi F1 dei due genitori: incrociando tra loro gli F1 il vigore ibrido si perde. 

Il vigore ibrido è possibile anche tra F1 di piante completamente diverse, ma non sempre, perché a volte gli F1 tra piante non correlate danno risultati deludenti. I breeder possono sfruttare l’eterosi a proprio vantaggio: individuato un buon incrocio F1, conservano le piante genitrici per continuare a produrre semi F1 dello stesso incrocio assicurando sempre il vigore ibrido alla progenie.

Questa tecnica si usa anche in altre coltivazioni; ad esempio, la maggior parte del mais che mangiamo è un incrocio F1. Dagli anni ‘40, i coltivatori coltivano sempre la prima generazione di semi per garantire che tutto il raccolto abbia lo stesso sapore, lo stesso aspetto e sia pronto allo stesso momento.

Come per la cannabis, i coltivatori si sono accorti che la prima generazione è migliore dei genitori, così continuano a fare sempre F1.

10. Testare i tuoi incroci F1

Quando hai pronta la tua genetica, è importante sapere cosa contiene ciascuna pianta, ma è quasi impossibile testarle in tutte le condizioni possibili, quindi si consiglia di far testare la genetica da più coltivatori, così da avere un’idea dei fenotipi possibili in diversi ambienti e raccogliere informazioni preziose per il breeding. 

I test ti aiutano anche a individuare i fenotipi e caratteristiche “negative” che la genetica esprime in condizioni specifiche, consentendoti di continuare a selezionare al fine di eliminarli. Se la tua genetica sviluppa odori, sapori o effetti indesiderati, potrai capire in quali condizioni si manifestano e selezionare quei tratti fuori dal tuo breeding.

 

Breeding della cannabis: testare gli incroci f1

Stessa varietà, fenotipi diversi in condizioni di crescita differenti.
 

Allo stesso tempo, i coltivatori possono trovare tratti nascosti che le tue condizioni non avevano fatto emergere, permettendoti di fissarli se vuoi.

Ma attenzione: testare la genetica non vuol dire aver creato la varietà, il test degli F1 è solo l’inizio! Come detto, una volta testata la progenie raccogli i dati e, in base a essi, continui a selezionare. Tra i discendenti F1 dovrai scegliere una pianta maschio o femmina (per il backcrossing) o una femmina (per il selfing) e continuare a sviluppare la varietà per altre generazioni (F2, F3, F4, ecc...) finché non avrai fissato i tratti desiderati e potrai davvero dire di aver creato la tua varietà personale.

11. Breve guida step-by-step al breeding della cannabis

Ok, siamo entrati nel dettaglio. Potresti sentirti sopraffatto da tanti dati! Comprensibile. Facciamo allora un breve riassunto del processo di breeding in modo semplice e diretto. La prima regola da ricordare è di etichettare sempre ogni seme o clone che vuoi usare nel breeding. Quando lavori con tante piante clonate o semenzali è facile confondersi: elimina le incertezze etichettando tutto. Ti ringrazierai più avanti per questa piccola accortezza! 

  • Scegli i genitori - Qualunque sia il tipo di breeding, servono i genitori. Se hai spazio, meglio scegliere almeno 2 madri e 2 padri, così hai più probabilità di successo e una vasta scelta di tratti. Attento, le piante di sesso opposto vanno tenute in spazi diversi per evitare impollinazioni indesiderate. 
  • Raccogli il polline - Assicurati di raccogliere il polline solo da sacche ben mature, perché il polline immaturo genera progenie debole o poco sana. Ci vogliono circa 30 giorni perché le sacche maturino. Il modo più semplice è mettere una bustina a chiusura ermetica sopra la zona col polline e scuotere bene. Usa il polline il prima possibile e conserva l’eccesso in congelatore. Polline congelato da più di 3 mesi non va usato: più fresco è, meglio è.
  • Impollina i fiori - Puoi impollinare una femmina in molti modi, ma il metodo migliore è usare un pennellino pulito. Prima isola la femmina da impollinare dal resto della coltivazione, spegni tutte le ventole per evitare impollinazioni indesiderate. Le femmine sono pronte al polline circa 3-4 settimane dopo l’inizio della fioritura. Copri la punta del pennello col polline e “tampona” delicatamente i siti da impollinare. Ripeti 3 volte in circa 6 ore sugli stessi siti per avere successo nella fecondazione.

  • Cura le madri correttamente - Dopo l’impollinazione, dà alle nuove piante madri le migliori condizioni per produrre semi di prima qualità. Durante la produzione di semi, le madri hanno bisogno di un po’ più di azoto rispetto alle normali fasi di fioritura, perciò meglio tornare a un fertilizzante da crescita durante la formazione dei semi. Servono 3-5 settimane perché i semi siano maturi e pronti, a quel punto cascano quasi fuori dai calici. 
  • Germina e coltiva i semi - E qui viene il divertimento! Cresci i semi prodotti e tieni traccia di tutti i tratti importanti: quanto crescono rapidamente? Quanto rimangono alte? Quanto dura la fioritura? Che profilo terpenico hanno? Quanto sono forti in THC e CBD? Che quantità di raccolto producono? 
  • Scegli le piante migliori e riparti - Finita la prima generazione, il lavoro è appena iniziato. Fare breeding di cannabis e creare nuove varietà è un lavoro senza fine e con possibilità infinite. Se hai tempo, spazio e ti diverti nel processo, perché non continuare a raffinare la genetica e produrre varietà di altissima qualità? Divertiti: è questa la cosa più importante!

12. Breeding della cannabis - FAQ

Ecco fatto! Praticamente tutto quello che ti serve sapere sulla genetica e il breeding della cannabis. Un sacco di informazioni, vero? Sì, ed è normale sentirsi un po’ travolti da tanti dati nuovi. Vediamo ora di semplificare e rispondere alle domande più frequenti sul creare le tue varietà di cannabis...

 

È difficile creare nuove varietà di cannabis?

Dipende da cosa intendi per difficile. Fare breeding non è scienza missilistica, ma serve pazienza e un pizzico di creatività non guasta. Per creare varietà nuove e stabili serve tempo, spesso molto tempo, ed è più semplice se vivi in una zona legalizzata in cui puoi coltivare senza problemi legali.

Come detto, ogni varietà ha una gamma di caratteristiche esprimibili in modo diverso secondo la pianta. Ogni varietà presenterà una serie di fenotipi e quanto più lavori sulla stessa varietà per eliminare i tratti indesiderati, tanto più stabile sarà e sempre meno variazioni vedrai. Il termine scientifico è omozigote, ma tra breeder si dice una varietà “Fissa”.

 

Quanto tempo occorre per creare una varietà stabile?

Domanda difficile: dipende dagli obiettivi, dalle condizioni di crescita e dalla diversità genetica all’interno del breeding. In generale, servono almeno 1 anno ma spesso di più. Bisogna “retroincrociare” (back-breed) per diverse generazioni per ottenere una varietà con genetica realmente omozigote e questo può allungare molto i tempi.

 

Quali sono le fasi principali del breeding della cannabis?

1. Seleziona la base genetica

Scegli due varietà di cannabis con i tratti che desideri combinare.

 

2. Impollina incrociando

Per produrre discendenti dalla base genetica, semplicemente impollina a mano una pianta col polline di un’altra. Prima però coltiva almeno qualche maschio e femmina di entrambe le varietà per avere una base solida.

 

3. Crescita e selezione

Dopo aver creato i discendenti, coltivali per almeno due generazioni selezionando i tratti desiderati ed eliminando quelli indesiderati: struttura delle cime, sapore, aroma, raccolto, potenza, ecc.

 

4. Back-breeding

Dopo due generazioni puoi dare inizio al retroincrocio con una delle piante madri per fissare meglio i tratti selezionati nelle generazioni successive, rendendo più stabili i fenotipi.

 

5. Profilazione di cannabinoidi e terpeni

Potresti voler far testare la nuova varietà al laboratorio per conoscere cannabinoidi e terpeni, utili a prevedere effetti e usi. È ormai chiaro che il vecchio schema Sativa vs Indica conta meno dell’intera struttura dei cannabinoidi e di come interagiscono col profilo terpenico.

 

6. Commercializzazione, naming e vendita

Quando la tua varietà è pronta, puoi pensare al mercato: packaging, prezzo e nome della varietà.

 

Se invece coltivi solo per te, salta quest’ultimo passaggio; ma trovare un nome e un logo per una varietà creata da te è molto appagante e anche divertente!

 

Come prevedere la percentuale di tratti che i figli riceveranno dai genitori?

Non è possibile prevedere la percentuale esatta di tratti trasmessi a ciascuna pianta, ma il modello di ereditarietà mendeliana consente una stima statistica sulla progenie. L’ereditarietà mendeliana afferma che un figlio avrà il 50% di probabilità di ricevere il tratto dominante o recessivo da ciascun genitore. Questo significa che se conosci i tratti dominanti/recessivi di ogni genitore puoi stimare le proporzioni dei tratti nella discendenza.

Così, il 50% dei figli assomiglierà a entrambi i genitori, il 25% prenderà più dalla madre, il restante 25% più dal padre. In pratica, non è così semplice nella cannabis perché ci sono diversi tratti oltre ai dominanti/recessivi, ma l’ereditarietà mendeliana resta utile. Bisognerebbe coltivare almeno due generazioni per identificare le piante con i tratti che cerchi. Alla fine, l’incrocio con la pianta madre garantisce la fissazione dei tratti.

 

Cos’è la depressione da inbreeding? Come evitarla?

La depressione da inbreeding è la riduzione di successo riproduttivo che si verifica quando si incrociano piante troppo imparentate. È un rischio tipico del breeding della cannabis ma è facilmente evitabile con qualche precauzione. Cannnabis, come gli esseri umani e la maggior parte degli organismi viventi, ha bisogno di un ampio pool genetico per mantenere salute e sostenibilità della varietà. Dopo troppi incroci tra parenti stretti, i tratti desiderati si fissano troppo e si rischia di perdere la diversità genetica necessaria.

Per evitare la depressione da inbreeding, assicurati che le piante non siano troppo imparentate. Una soluzione è controllare l’albero genealogico e garantire almeno cinque generazioni di separazione. Un’altra strada consiste nell’usare programmi di breeding come F1, F2 e backcross: si incrociano due piante non correlate e poi si torna a una delle due madri per aumentare la diversità genetica ed esaltare i tratti desiderati.

 

Come si producono i semi femminizzati di cannabis?

I semi femminizzati si ottengono incrociando due piante femmina, costringendo così la progenie a esprimere solo tratti femminili e annullando la necessità di eliminare i maschi. Si fa forzando una femmina a diventare ermafrodita tramite forti stress o colloidale d’argento. Colloidale d’argento? Sì, è un liquido con argento che, spruzzato sulle femmine, induce l’ermafroditismo.

La femmina ermafrodita produrrà polline come un maschio; lo userai per impollinare un’altra femmina (della stessa varietà o di un’altra per più diversità genetica), ottenendo così semi femminizzati. Questi semi sono molto utili in coltivazione perché ti evitano di selezionare maschi/femmine e assicurano solo fiori senza semi. Per il breeding però i semi femminizzati non sono l’ideale perché riducono la diversità genetica e aumentano il rischio di depressione da inbreeding; per il breeding vero e proprio meglio usare semi regolari.

 

È facile fare breeding di autofiorenti a casa?

Non proprio. Poiché le auto hanno il timer genetico incorporato, è impossibile forzare la pianta a restare in vegetativa. Non puoi mantenere i genitori per più generazioni e sei obbligato a incrociare solo tra automarker. Quindi fare breeding autofiorente non è banale, ma con ricerca, pazienza e attenzione ai dettagli, si può tentare anche in casa. In generale, però, lasciamolo agli esperti.

 

Perché c’è così tanta variabilità genetica fra le varietà di cannabis?

Deriva dal breeding e dal fatto che la cannabis è nativa di tante zone del mondo: si è evoluta separatamente in ciascuna regione, dando origine a una gamma di genetiche uniche. Il breeding ha moltiplicato le differenze perché si combinano e selezionano tratti specifici, generando ampia variabilità genetica. Conoscere la provenienza genetica è fondamentale per prevedere le caratteristiche di una varietà.

 

Come posso fare breeding per una varietà viola?

Come per ogni tratto, serve selezionare con attenzione i genitori che possiedano i geni responsabili, in questo caso la produzione di antociani responsabili della colorazione viola. Quando si fa breeding per il viola, bisogna prima individuare piante adatte e poi selezionare partner di breeding con le stesse caratteristiche; col tempo e la selezione otterrai la tua varietà viola.

Anche l’illuminazione e le basse temperature influiscono: molte varietà viola sviluppano più pigmento quando tra giorno e notte ci sono almeno 7°C di escursione, e con meno luce il tratto viola si accentua.

 

Per quanto tempo si conserva il polline di cannabis?

Il polline di cannabis è molto fragile — bastano pochi giorni a temperatura ambiente perché perda vitalità. Bisogna conservarlo bene: il modo migliore è mantenerlo in un luogo fresco, buio e secco (umidità intorno al 40%). In queste condizioni si conserva fino a un anno.

È anche possibile congelare il polline per conservarlo più a lungo, ma va fatto con cautela: è difficile scongelarlo senza comprometterne la vitalità. Meglio usare un freezer che non viene aperto spesso, perché variazioni anche minime di temperatura possono danneggiare il polline.

13. In conclusione

Le varietà che trovi nei negozi sono il frutto di anni e anni di sviluppo e selezione, quindi ricorda: il breeding richiede tempo e pazienza. Probabilmente dovrai attraversare centinaia di varietà “così così” prima di trovare quella che spicca sulle altre, e anche dopo dovrai continuare a incrociarla e stabilizzarla — non è certo un compito facile ma ne vale la pena. E non dimenticarti: etichetta SEMPRE ogni pianta e clone! Se perdi il conto sarà molto difficile capire di che pianta si tratta, specialmente se ne coltivi tante!

Se hai altri consigli o trucchi per aiutare altri breeder, lascia pure un commento qui sotto!

 

Riferimenti esterni

  1. Cannabis Genomics, Breeding and Production. - Backer, Rachel & Mandolino, Giuseppe & Wilkins, Olivia & ElSohly, Mahmoud & Smith, Donald.
  2. The characterization of key physiological traits of medicinal cannabis (Cannabis sativa L.) as a tool for precision breeding. - Naim-Feil, Erez & Pembleton, Luke & Spooner, Laura & Malthouse, Alix & Miner, Amy & Quinn, Melinda & Polotnianka, Renata & Baillie, Rebecca & Spangenberg, German & Cogan, Noel.
  3. Cannabis cultivation: Methodological issues for obtaining medical-grade product. - Chandra, Suman & Lata, Hemant & Elsohly, Mahmoud & Walker, Larry & Potter, David. 


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