Lo zucchero può migliorare la crescita delle tue piante di cannabis?
- 1. Cannabis e acqua zuccherata: perché dovrebbe funzionare?
- 2. Defogliazione come forma di gestione degli zuccheri
- 3. Usare zuccheri extra nella coltivazione di cannabis
- 3. a. Monosaccaridi vs polisaccaridi
- 3. b. Melassa
- 3. c. Miele
- 3. d. Acqua zuccherata
- 3. e. Integratori contenenti carboidrati
- 4. Come misurare il contenuto di zucchero nelle piante di cannabis
- 5. Usare lo zucchero per stimolare la crescita della cannabis: domande frequenti
- 6. In sintesi: procedi con cautela!
Dare alle piante di cannabis acqua zuccherata, melassa, miele o altri dolcificanti è un argomento controverso e poco studiato. Alcuni coltivatori lo ritengono fondamentale, altri dicono che sia inutile nel migliore dei casi e dannoso nel peggiore. Molti produttori di fertilizzanti aggiungono zuccheri e altri carboidrati ai loro prodotti 'miracolosi'. Quindi, chi ha ragione e chi ha torto? Ti suggeriamo di sperimentare con zucchero su semi autofiorenti o semi femminizzati solo dopo aver perfezionato tutti gli altri aspetti fondamentali della coltivazione della cannabis. Inoltre, prenditi un momento per capire come le piante di cannabis producono naturalmente zucchero e come puoi influenzare questo processo.
1. Cannabis e acqua zuccherata: perché dovrebbe funzionare?
Nella cannabis e in tutte le altre piante verdi, lo zucchero ha un ruolo fondamentale perché è un modo pratico per immagazzinare, trasportare e utilizzare l'energia prodotta attraverso la fotosintesi. Il tipo di zucchero che le piante sintetizzano si chiama glucosio. Le piante producono glucosio usando la clorofilla presente nelle loro foglie. Prendono molecole d'acqua e CO2, applicano l'energia solare e producono glucosio (più ossigeno come sottoprodotto).

Dopo di che, il glucosio può essere ricondotto a energia — nel processo di respirazione — o essere utilizzato per produrre tutto ciò di cui una pianta ha bisogno:
- cellulosa, per costruire le pareti cellulari e rafforzare i tessuti vegetali,
- amido, per immagazzinare energia a lungo termine,
- aminoacidi, mattoni per le proteine,
- lipidi, grassi e oli necessari nei semi.
Quindi, lo zucchero è uno degli agenti principali nella chimica interna delle piante, il che porta inevitabilmente a una domanda: dovremmo limitarci a influenzare la produzione naturale di zuccheri o magari iniziare ad alimentare le piante di cannabis con acqua zuccherata? Partiamo dalla prima opzione.
2. Defogliazione come forma di gestione degli zuccheri
Una pianta di cannabis è perfettamente capace di produrre tutto lo zucchero di cui ha bisogno. Almeno quando è in salute. Tutto quello che serve è creare un buon ambiente, annaffiarla, nutrirla, fornirle aria fresca, ecc. Conosciamo solo un sistema davvero efficace per influenzare la produzione di zuccheri, e si chiama defogliazione. La defogliazione, insieme alla cimatura e potatura, non è solo un modo per modellare la chioma come desideri. Può anche influenzare positivamente trasporto e stoccaggio degli zuccheri. Sì, le foglie giovani producono zucchero (e non andrebbero rimosse se non strettamente necessario), ma questi preziosi zuccheri vengono poi trasferiti e immagazzinati nelle foglie più vecchie.

Sarai molto avvantaggiato se riesci a indirizzare questo flusso naturale verso le cime invece che sulle foglie mature. E la defogliazione di queste foglie è un buon sistema per riuscirci. Da decenni i coltivatori defogliano con successo le genetiche fotoperiodiche. I progressi recenti hanno portato anche alla creazione di varietà autofiorenti sufficientemente forti da beneficiare della defogliazione. Quindi, se coltivi autofiorenti, sentiti libero di sperimentare.
3. Usare zuccheri extra nella coltivazione di cannabis
L’idea non è affatto nuova anche se ci sono pochissime ricerche che ne confermano l’efficacia sulle diverse colture. Sulla cannabis, la ricerca è assente. È risaputo che le piante trasportano parte del glucosio prodotto verso la zona radicale e poi lo rilasciano nel substrato. Ciò è un vero toccasana per batteri benefici e altri micro-organismi aiutanti della cannabis che vivono nella rizosfera. Questi si nutrono di glucosio, si moltiplicano e lavorano per scomporre nutrienti organici complessi, rendendoli disponibili per la pianta.
Uno studio ha scoperto che le radici possono effettivamente assorbire parte di quel glucosio dal substrato e reintrodurlo nella pianta. Ed è una buona notizia, perché significa che le radici possono probabilmente assorbire anche zuccheri extra. Ok, ma quale tipo di zucchero?
Monosaccaridi vs Polisaccaridi
Il glucosio è uno zucchero semplice, cioè un monosaccaride. Chi è contrario a nutrire la cannabis con zuccheri fa notare che noi umani consumiamo principalmente polisaccaridi. Più nello specifico saccarosio. Il saccarosio è quello che chiamiamo zucchero da tavola. È una molecola più complessa e non sappiamo con certezza se (e in che misura) la cannabis sia in grado di processarla. Quindi, tutte le forme di zucchero da cucina — che sia zucchero di canna o zucchero semolato o altro — non sono la stessa cosa del glucosio e vanno usate con cautela. Ma che dire degli altri dolcificanti che contengono monosaccaridi?
Melassa
Se hai qualche esperienza nella coltivazione della cannabis, probabilmente hai già usato o sentito parlare della melassa. Esistono molti prodotti in commercio denominati blackstrap molasses o melassa non solforata. Tutte queste varianti si riferiscono alla stessa cosa — un sottoprodotto della lavorazione dello zucchero di canna che contiene una miscela di mono- e polisaccaridi.

La percentuale di zuccheri presente nella melassa può variare, ma ecco un esempio: 29% saccarosio, 12% glucosio e 13% fruttosio oltre ad acqua. La presenza di buone quantità di monosaccaridi come glucosio e fruttosio rende la melassa un prodotto decisamente promettente in coltivazione della cannabis. Secondo uno studio, l’uso combinato di fertilizzanti organici e melassa ha migliorato in modo significativo la resa degli spinaci. La melassa senza altri fertilizzanti non ha avuto effetto.
La melassa si usa nelle coltivazioni organiche perché i suoi zuccheri nutrono la flora batterica benefica del suolo. Parte di questi zuccheri potrebbe anche essere assimilata dalla pianta stessa (se carente di glucosio). Più spesso, la melassa si aggiunge alla soluzione nutritiva durante la fioritura. Alcuni la utilizzano per ridurre lo stress da rinvaso.
Un esempio interessante di manipolazione degli zuccheri prevede sia la defogliazione che l’uso della melassa. Nel caso di una defogliazione estrema chiamata schwazzing, si raccomanda di somministrare una dose generosa di melassa perché la pianta, avendo perso quasi tutta la chioma, produrrebbe troppo poco zucchero da sola.
Per quanto riguarda le dosature, ci sono tante raccomandazioni fatte dai coltivatori esperti:
- 4–5 ml per litro,
- 1–2 cucchiai (15–30 ml) per gallone,
- 2 cucchiai (30 ml) per 5 litri.
Come sempre, consigliamo di andarci piano. È la soluzione più sicura quando si sperimenta su un organismo vivente.
Miele
Il miele — come in realtà qualsiasi altra forma di zucchero — ha proprietà antibatteriche e antifungine. Lo si può usare per medicare una ferita e, allo stesso modo, si può applicare il miele alle talee per proteggerle dalla potenziale minaccia di agenti patogeni. Anche se il miele puro uccide i microorganismi, una soluzione molto diluita di miele in acqua può nutrire i microrganismi benefici del terreno. Diversi coltivatori biologici aggiungono ad esempio un cucchiaino di miele per ogni gallone (3,8 litri) d’acqua e credono che ciò renderà le cime più grosse e dal sapore più dolce.
Acqua zuccherata
Chi ha sentito parlare dell’uso della melassa in coltivazione inizia a chiedersi se possa utilizzare anche zucchero di canna. Dopotutto lo zucchero di canna contiene sia saccarosio sia una parte di melassa. Se coltivi marijuana in modo organico e vuoi fare un regalo ai batteri del suolo, puoi provare a somministrare un po’ d’acqua zuccherata. Ma sei sicuro di non esagerare? Ricorda che troppo zucchero smette di nutrire e inizia a uccidere. Senza contare il possibile danno alle radici stesse.

Quindi, ti consigliamo di evitare qualsiasi tipo di zucchero da tavola. Stesso discorso per gli spray zuccherati sulla cannabis — le sue foglie non ne trarranno alcun beneficio.
Integratori contenenti carboidrati
Gli appassionati di cannabis amano il profumo dolce delle cime mature e l’aspetto zuccherino dei fiori tanto che qualsiasi fertilizzante dal nome dolce risulta immediatamente attraente. Inevitabilmente, pensiamo che il loro carico di carboidrati si trasferirà in qualche modo anche nel prodotto finale. E magari succede davvero. In ogni caso, alcune recensioni affermano che questi prodotti fanno davvero la differenza. Ne elenchiamo alcuni:
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FloraNectar Fruit-n-Fusion (General Hydroponics) |
Contiene melassa, sciroppo di malto e zucchero di canna. |
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(General Hydroponics) |
Un mix di minerali e melassa per rendere le cime più dolci. |
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(Advanced Nutrients) |
Contiene sia carboidrati semplici che complessi che “si traducono direttamente in zuccheri floreali”. |
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(Advanced Nutrients) |
Estratti di cranberry e uva per migliorare immediatamente il profumo della cannabis in fioritura. |
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(Botanicare) |
Una formula segreta che porta nuovi aromi e sapori. |
4. Come misurare il contenuto di zucchero nelle piante di cannabis
La quantità di zucchero presente in una pianta di cannabis viene solitamente misurata tramite i livelli di Brix, che indicano l’angolo con cui la luce attraversa i succhi all’interno della pianta. Non si usa questa tecnica su tutte le piante, ma sulla cannabis è un modo efficace per misurare la quantità di zucchero interna. Si basa sulla misurazione della quantità di solidi nella linfa della pianta: più alto è il Brix, più la pianta è sana.
I livelli di Brix si misurano usando piccoli dispositivi chiamati rifrattometri. Idealmente, dovresti usare uno strumento progettato per misurare livelli di Brix fino al 32% e dotato di compensazione automatica della temperatura. Il primo passo per misurare il Brix (o gli zuccheri in una pianta di cannabis) è calibrare il rifrattometro con acqua distillata: lo strumento deve segnare 0%, cosa che conferma il suo corretto funzionamento e la prontezza a misurare sul serio. Questo dispositivo analizza il succo delle piante, quindi bisogna prendere una piccola foglia e schiacciarla per estrarne i succhi; il succo così ottenuto va misurato con il rifrattometro. Per avere una lettura precisa assicurati che il succo sia puro e privo di impurità come residui di substrato o pezzetti di foglia.
Una media del 22% viene considerata il contenuto zuccherino ottimale per la cannabis, ma il minimo consigliato per una crescita sana è il 12%. Se i livelli di Brix della pianta sono inferiori al 12%, conviene aggiungere zuccheri per aumentare la concentrazione di zucchero presente nella coltura. Se non puoi acquistare un rifrattometro per la cannabis o non riesci proprio a trovarlo, una pianta può Indicare il suo stato energetico e zuccherino in base all’aspetto: una pianta di cannabis con Brix alto mostrerà un aspetto sano, lucido e quasi ceroso.
5. Usare lo zucchero per stimolare la crescita della cannabis: domande frequenti
Sebbene la scienza dietro gli integratori zuccherini per la crescita della cannabis abbia ancora bisogno di ulteriori ricerche, esistono diversi coltivatori esperti che giurano su questa pratica — in particolare chi coltiva in biologico. Abbiamo pensato di fare due chiacchiere con uno di loro e porgli le domande più frequenti a riguardo, per vedere cosa ne pensa. Ha chiesto di rimanere anonimo perché vive in una zona dove la coltivazione non è legalizzata per scopi ricreativi.
Ciao, benvenuto su Fast Buds! Da quanto coltivi organicamente e su che scala?
Grazie mille per l’ospitalità! Coltivo, tra alti e bassi, da quando ero adolescente, ma ho iniziato seriamente circa 10 anni fa, quando avevo 24 anni. Nel tempo questa passione si è trasformata da hobby a lavoro a tempo pieno. In quanto a coltivazione organica di cannabis, in realtà ho iniziato proprio così. Poi sono passato all’idroponica e a produzioni commerciali, prima di scegliere di tornare full organic circa 4 anni fa.
Che tipi di zucchero usi come integrazione durante la coltivazione?
Utilizzo diversi tipi di zucchero, a seconda del risultato che voglio ottenere. Per esempio, se voglio aggiungere più carboidrati alle piante, uso melassa o sciroppo di malto. Se invece voglio solo migliorare sapore e odore, posso scegliere tra i miei integratori di marca e prendere una bottiglia di Fruit-N-Fusion. Insomma, dipende dalla situazione.
C'è un integratore che usi più spesso degli altri?
Senza dubbio la melassa blackstrap. Contiene un’alta concentrazione di monosaccaridi (zuccheri semplici) ed è totalmente organica. So che la mia è un’esperienza soggettiva, ma credo davvero che faccia una grossa differenza sul raccolto.
Utilizzi altri tipi di integratori o additivi?
No, non proprio. Mettiamo tutte le nostre energie nella creazione del miglior super soil possibile e lasciamo che sia lui a fare gran parte del lavoro. L’unico problema di chi coltiva biologico è che è più difficile tenere sotto controllo parassiti e funghi, così quando decidiamo di aggiungere zuccheri facciamo sempre grande attenzione.
Quanta melassa blackstrap mescoli per ogni litro o gallone d'acqua?
Di nuovo, dipende dalla varietà, dalle condizioni ambientali, dalla settimana di fioritura in cui si trova la pianta e da altri fattori. Ma, di regola, non superiamo mai i 6 ml per litro d’acqua. Ho amici che ne usano molto di più, ma per noi il limite di 6ml/L funziona alla grande.
Qualche consiglio per chi inizia ora e vuole provare con integratori zuccherini?
Guarda, sono tantissimi i fattori che portano al successo di un raccolto di marijuana. Gli integratori zuccherini dovrebbero essere gli ultimi nella tua lista delle priorità. Concentrati sul grosso: controlla l’ambiente, nutri correttamente le piante, assicurati che ricevano luce e ricambio d’aria sufficiente — solo poi preoccupati di cose minori come lo zucchero. Non sto dicendo che siano privi di valore, semplicemente che vengono dopo tante altre cose.
E riguardo alla coltivazione biologica in generale rispetto ad altri stili di coltivazione?
Personalmente amo lavorare con colture completamente biologiche, soprattutto outdoor. Ma la coltivazione organica ha le sue sfide e per chi inizia possono essere scoraggianti. Onestamente, nessuno di questi ostacoli è insormontabile, quindi se ti interessa la coltivazione organica della cannabis, prova pure! Però magari potresti trovare più divertente uno stile alternativo, quindi il mio consiglio è di sperimentare diversi metodi e scoprire cosa fa più per te!
6. In sintesi: procedi con cautela!
Anche se lo zucchero svolge un ruolo chiave nei meccanismi interni della cannabis, non è davvero necessario aggiungerne dall’esterno. Il compito di un coltivatore è mantenere la pianta sana: così facendo, lei farà tutto il resto. E se decidi che il tuo giardino ha bisogno di uno stimolo zuccherino, fai attenzione a non esagerare.
Riferimenti esterni
- L'assorbimento dei monosaccaridi tramite le radici di Arabidopsis dipende dal profilo di espressione dei geni trasportatori in condizioni di salinità elevata, Kohji Yamada et al., The journal of biological chemistry, dicembre 2011
- Gli zuccheri promuovono il cambio di fase vegetativa in Arabidopsis thaliana reprimendo l'espressione di MIR156A e MIR156C, Li Yang et al., University of Pennsylvania, marzo 2013
- Effetto della melassa e dei fertilizzanti organici sulla fertilità del suolo e resa degli spinaci a Khotang, Nepal, Anish Pyakurel et al., International Journal of Applied Sciences and Biotechnology, marzo 2019
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