Come raccogliere le piante di cannabis autofiorenti
- 1. Perché è importante effettuare il lavaggio prima del raccolto?
- 1. a. Tempi di lavaggio per i diversi metodi di coltivazione
- 1. b. Fattori da considerare durante il lavaggio di un raccolto autofiorente
- 1. c. Aggiungi aroma prima, durante e dopo il raccolto
- 2. Quando raccogliere le cime di cannabis autofiorente?
- 2. a. La tecnica dei pistilli
- 2. b. Lo stato dei tricomi
- 3. Raccolta delle autofiorenti
- 3. a. Temperature basse prima del raccolto
- 3. b. Periodo buio prima del raccolto
- 3. c. Defogliazione prima del raccolto
- 3. d. Taglia le tue piante
- 3. e. Raccolta parziale o scalare
- 3. f. Raccolta perpetua
- 3. g. Raccolta multipla, doppio raccolto o raccolta scalare
- 3. h. Manicure
- 4. Essiccare correttamente le cime
- 5. Il processo di concia
- 6. Come aumentare thc o cbd nella cima?
- 7. Massimizza i tuoi raccolti con questi consigli
- 8. In conclusione
Dopo mesi di attesa, il tuo grande giorno è finalmente arrivato. Un seme di cannabis così minuscolo è ora diventato un grande cespuglio. È arrivato il momento di dirgli addio, ma non prima di arrivare alla parte preferita di tutti — il raccolto delle cime. Se questo è il tuo primo ciclo di coltivazione, continua a leggere per imparare le basi sul raccolto della cannabis e come farlo in modo corretto. So che vuoi tagliare tutto il prima possibile. Vorresti saltare questi passaggi e fumare la cima direttamente. Ma calma, giovane padawan, la fretta è cattiva consigliera. Ora è il momento in cui devi fare attenzione. La fase di raccolta è critica. Può fare la differenza tra un risultato mediocre e un raccolto eccezionale, quindi prenditi il tuo tempo e informati bene su come raccogliere le tue auto prima di cominciare. Se è la tua prima volta che raccogli una coltura, sappiamo quanto l'idea del grande taglio possa essere entusiasmante. Tutti quei mesi di duro lavoro stanno finalmente dando i loro frutti! Chi non sarebbe eccitato?
| Raccolta della Cannabis Passo dopo Passo | ||
|---|---|---|
| Passo 1 | Lavaggio | Deve essere fatto durante le ultime 1-3 settimane con semplice acqua a pH corretto. |
| Passo 2 | Taglio | Quando i tricomi sono al 70% torbidi o ambrati, a seconda delle preferenze, sei pronto a tagliare le tue piante. |
| Passo 3 | Manicure | Puoi scegliere tra la manicure a fresco o a secco, a seconda delle condizioni della tua stanza di essiccazione. |
| Passo 4 | Essiccazione | Assicurati di mantenere 20°C e circa il 50% di umidità relativa, idealmente per 2 settimane. |
| Passo 5 | Concia | La concia dovrebbe durare almeno 2 settimane, assicurati di mantenere circa il 50% di umidità e togli il coperchio per favorire il ricambio d'aria almeno due volte al giorno. |
Ma attenzione, il lavoro è solo a metà. Per ottenere il meglio dalle tue autofiorenti, devi essere paziente e prenderti cura di ogni dettaglio in questo momento. Il lavaggio, la manicure, l'essiccazione e la concia influiscono direttamente e in modo evidente sulla qualità finale della cima.
Il lavaggio aiuta a rimuovere tutti i residui di nutrienti che possono influire negativamente sulla qualità della fumata. La scelta tra manicure a fresco e a secco è una decisione che ogni coltivatore deve prendere, ma nella maggior parte dei casi consigliamo la manicure a secco (più avanti approfondiamo). Essiccare correttamente la cannabis è quasi una scienza, e anche se creare le condizioni perfette non è difficile, è importante farlo bene. Infine la concia, forse il processo più trascurato di tutti, può in realtà essere il più importante per la maturazione del profilo terpenico.
Dunque, senza ulteriori indugi, immergiamoci insieme in tutto quel che c'è da fare prima, durante e dopo il raccolto delle tue autofiorenti — o di qualsiasi altra pianta di cannabis, perché a questo punto il processo è identico, sia che tu abbia coltivato auto o fotoperiodiche.
1. Perché è importante effettuare il lavaggio prima del raccolto?
Come coltivatore di cannabis, probabilmente hai utilizzato diversi nutrienti per aiutare le tue piante a crescere. I nutrienti fanno gonfiare le cime. Ma se la pianta non ha consumato tutti i nutrienti, questi rimangono in varie parti della pianta. Possono produrre un gusto aspro e sgradevole quando fumi le cime, anche se le hai essiccate e conciate bene, quindi il lavaggio prima del raccolto è essenziale. Inoltre, le cime possono avere un sapore chimico se hai usato troppi fertilizzanti.
No, non avrà sapore di diesel come immagini. Pensa piuttosto a un gusto aspro e acre. Per evitare questo problema, puoi effettuare il lavaggio delle piante.

Il lavaggio prima del raccolto consiste nell'utilizzare sola acqua per eliminare tutti i nutrienti rimasti nel terreno e pulire le radici. Sospendi l’uso dei fertilizzanti circa una settimana o 10 giorni prima del raccolto. Usa solo acqua e attendi che una parte scoli fuori dal vaso.
Ma il lavaggio non rimuove solo i sali ionici dal terreno. In assenza di nutrienti nel substrato, le piante sono costrette a consumare quelli immagazzinati nei loro tessuti, dalle foglie e dallo stelo principale fino ai piccioli e ai fiori. Questo aiuta a eliminare le sostanze in eccesso dai fiori di cannabis, rendendo la fumata più morbida e facendo risaltare il profilo dei terpeni. Poiché la pianta ha bisogno di nutrienti specifici per produrre la clorofilla (i pigmenti verdi che consentono di assorbire la luce solare), una restrizione nutrizionale aiuta a ridurre la quantità di clorofilla in eccesso nei fiori. Perché è importante? Perché la clorofilla ha un sapore un po' sgradevole, soprattutto se fumata. Molti appassionati congelano persino l'estratto grezzo durante la lavorazione proprio per rimuovere questo fitopigmento verde.
Non preoccuparti se le foglie ingialliscono — è normale. Puoi lavare la pianta anche se sospetti un qualche problema. Ma questo è un argomento a parte. Il lavaggio migliora anche la qualità delle cime, quindi non dimenticare di lavare bene. Se vuoi evitare completamente il lavaggio, passa a un terreno organico o a super soil. E la cosa migliore è che puoi preparare il super soil direttamente a casa!
Tempi di lavaggio per i diversi metodi di coltivazione
Il tempo richiesto per un buon lavaggio dipende interamente dallo stile di coltivazione adottato. Ovviamente non ci vorrà tanto a lavare una coltura idroponica quanto una in pieno suolo, dato che l'acqua scorre molto più facilmente tra le radici delle piante coltivate idroponicamente e si possono interrompere i fertilizzanti all'istante. Ecco i periodi di lavaggio richiesti per i metodi di coltivazione più comuni.
Coltivazione in terra
Per la maggior parte delle coltivazioni in terra che hanno utilizzato qualche additivo, è necessario un lavaggio di 10-14 giorni. Se il terreno è molto sabbioso e trattiene poca acqua, il periodo può essere ridotto, ma in generale 10 giorni sono il minimo. L'unico caso in cui non si dovrebbe effettuare il lavaggio è se si è realizzato un super soil prima di iniziare la coltivazione: in questo caso non è stato aggiunto alcun fertilizzante sintetico o minerale, quindi non ci sono residui chimici da eliminare.
La facilità del lavaggio dipende dalla composizione del substrato. Terreni ricchi di argilla e materia organica sono più difficili da lavare. Queste sostanze hanno carica negativa e tendono a trattenere nutrienti di carica positiva come ammonio, calcio, magnesio e potassio. L'acqua non riesce quindi a lavarli via facilmente, ma la pianta può comunque assorbirli rilasciando ioni idrogeno nel terreno che competono per il legame sulle particelle di argilla e materia organica. I terreni più sabbiosi sono invece più facili da lavare e garantiscono un maggior successo.
Coltivazione in cocco
Anche se il cocco funziona in modo simile al terreno, consente un lavaggio molto più efficace, quindi un periodo di 4-7 giorni è più che sufficiente. Se hai arricchito il mix con perlite o altri materiali per migliorare il drenaggio del substrato, anche 4 giorni possono bastare.
Il cocco di per sé non fornisce nutrienti: serve solo come base per l’apparato radicale e per dare struttura. Per coltivare in questo substrato, occorre aggiungere materia organica o concimi sintetici. L’assenza di minerali rende il cocco facile da lavare rispetto ad altri tipi di medium.
Coltivazione idroponica
Le piante coltivate in idroponica necessitano del lavaggio più breve, dato che si può istantaneamente sospendere l’apporto di nutrienti. Bastano 2-3 giorni. Proprio per questo motivo alcuni coltivatori sostengono che la coltivazione idroponica produca l’erba dal sapore migliore, perché basta cambiare la soluzione nutriente con semplice acqua a pH corretto. Tuttavia, altri preferiscono la terra proprio per la complessità microbica e la ricchezza di terpeni, quindi tutto dipende dalle preferenze.
Fattori da considerare durante il lavaggio di un raccolto autofiorente
Il pH dell'acqua per il lavaggio
Assicurarsi che il pH dell’acqua sia corretto è importante quanto lo è per l’irrigazione con fertilizzanti. L’acqua con pH giusto garantisce un buon lavaggio. Il valore ideale è 6.0-6.8 per piante coltivate in terra e 5.5-6.5 per piante su cocco o in idroponica.
Acqua semplice o additivi per il lavaggio?
La maggior parte dei coltivatori usa solo acqua pulita per il lavaggio, ma alcuni giurano sull’efficacia di prodotti specifici come Flawless Flush. Questi prodotti contengono chelanti che agiscono come “artigli chimici” capaci di legarsi ai nutrienti. Tuttavia, dalla nostra esperienza, l’acqua pulita è più che sufficiente.
La temperatura dell’acqua per il lavaggio
Potrà sembrare eccessivo, ma la temperatura della soluzione per il lavaggio può impattare sull’efficienza complessiva. La maggior parte dei nutrienti e delle sostanze chimiche che vogliamo eliminare dal substrato si scioglie più rapidamente con acqua tiepida — tra 23 e 27 °C è perfetto.
Il metodo del doppio lavaggio
Se coltivi in terra o cocco e in vaso, ti consigliamo il metodo del doppio lavaggio per assicurarti che il substrato sia ben lavato. Innaffia abbondantemente fino a saturazione, attendi 10 minuti circa, quindi ripeti con altra acqua.
Usa un misuratore TDS per controllare il drenaggio
Questo è il modo migliore per capire cosa succede nel substrato. Quando inizi il lavaggio, puoi aspettarti valori intorno ai 1400 PPM. È normale e previsto all'inizio del ciclo. Continua il lavaggio finché non scendi sotto i 70 PPM, o almeno fino a raggiungere un valore simile a quello dell’acqua di partenza.
Aggiungi aroma prima, durante e dopo il raccolto
Se vuoi enfatizzare sapore e aroma, inizia dal lavaggio: è una modalità per migliorare il gusto già prima della raccolta. Una volta ultimato il lavaggio, è importante mantenere un ambiente ideale nella stanza di essiccazione per evitare che cannabinoidi e terpeni evaporino e, infine, è essenziale eseguire una giusta concia.
Per una buona concia, l’umidità dev’essere intorno al 50% e sarà necessario togliere il tappo 2-3 volte al giorno, a seconda della quantità di cime da conciare. Ricorda che è essenziale protrarre la concia almeno 2 settimane, ma quanto più prolungata sarà, tanto più aroma e sapore ricaverai.
2. Quando raccogliere le cime di cannabis autofiorente?
Ora che hai completato la fase di crescita, puoi finalmente concentrarti su come raccogliere le cime autofiorenti. Prima di raccogliere la marijuana bisogna controllare alcuni aspetti: anche se i breeder danno spesso una tabella indicativa, l’ambiente di coltivazione e fattori come parassiti o stress possono far protrarre leggermente il ciclo.
Prima di impugnare le cesoie controlla tricomi e pistilli, oltre ad altre caratteristiche; è fondamentale sapere che tipo di effetto vuoi ottenere, perché in base alle tue preferenze raccoglierai prima o dopo le piante.
La tecnica dei pistilli
I pistilli sono i peli che fuoriescono dalle cime e sono più evidenti nella fase di prefioritura. Di solito diventano marroni e si afflosciano quando la pianta è completamente matura, ma in alcune varietà può verificarsi prima della piena maturità, per cui i pistilli non sono un metodo infallibile ma, combinati con altri metodi, ti aiuteranno a capire il momento perfetto per il taglio.

Essendo un metodo non del tutto affidabile, dovrebbe essere utilizzato in combinazione con lo stato dei tricomi. Non appena il 50% dei pistilli è marrone, inizia a controllare i tricomi, che rappresentano il riferimento standard per sapere quando raccogliere. Quando circa il 70% dei pistilli è diventato marrone, controlla i tricomi ogni giorno.
Lo stato dei tricomi
Questo è il metodo standard per individuare quando raccogliere le piante. La tecnica dei pistilli può essere efficace ma, dato che possono cambiare colore per vari motivi, il rischio di sbagliare è alto. Per chi non vuole correre rischi, la tecnica dei tricomi è la soluzione. Per usarla, ti servirà una buona lente di ingrandimento o una loupe da gioielliere che mostri i tricomi in dettaglio.
Quando osservi le cime con una lente, i tricomi sembrano piccoli funghi, noti anche come ghiandole di resina o cristalli. Sono responsabili degli effetti che ami quando fumi marijuana.
Se i tricomi sono trasparenti, è troppo presto per raccogliere. Se sono metà lattiginosi/torbidi e metà chiari, aspetta ancora: la pianta sta ancora maturando. Si consiglia di raccogliere quando almeno il 70% dei tricomi è diventato torbido. In questo modo potrai goderti la tua auto nel pieno della sua potenza.

Se preferisci un effetto più medicinale, puoi raccogliere quando i tricomi sono al 90% ambrati, il che significa che il THC si è trasformato in CBN e avrai un effetto più sedativo. Considera però che non è una regola, puoi raccogliere in qualunque rapporto di colori tu desideri, tenendo presente che i tricomi torbidi danno un effetto cerebrale e gli ambrati un rilassamento corporeo.
3. Raccolta delle autofiorenti
La coltivazione della cannabis non finisce con il raccolto: una volta che hai valutato tutti i segnali ed è arrivato il momento di raccogliere le tue autofiorenti, il lavoro non è ancora concluso — ma niente panico, tra un paio di settimane potrai finalmente goderti le tanto attese cime. Se ti chiedi come si raccoglie la marijuana, ecco i metodi principali usati dai coltivatori.
Temperature basse prima del raccolto
Come forse avrai notato nelle varietà viola o colorate, possono mostrare sfumature o colorarsi completamente di viola (o rosa, rosso, blu) nelle ultime settimane di fioritura. Anche se alcune varietà manifestano questi colori per genetica, altre lo fanno quando la temperatura si abbassa durante la fioritura.
Non abbassare mai troppo le temperature indoor, ma una differenza di 2-3°C tra giorno e notte può aiutarti ad ottenere colori spettacolari!
Poi si può fare anche all'esterno, ma dato che non puoi controllare il clima, è più facile ottenere risultati in inverno.
Periodo buio prima del raccolto
Se vuoi stimolare la produzione di tricomi e aumentare il volume delle cime, puoi lasciare le piante fino a 48 ore al buio prima del raccolto. Simulerai così il cambiamento tra estate e inverno, facendo capire alla pianta che il suo ciclo sta terminando, inducendola a produrre più tricomi e a far gonfiare i calici, con il risultato di fiori migliori e raccolti più abbondanti.
Defogliazione prima del raccolto
A seconda delle condizioni della stanza di essiccazione, potresti voler rimuovere le foglie a ventaglio più grandi (detto anche defogliazione) prima del raccolto. È praticamente lo stesso della manicure a fresco, ma la differenza principale è che si esegue prima del taglio delle piante. Le piante possono accumulare nutrienti nelle foglie a ventaglio, quindi rimuovendole puoi accelerare il lavaggio, pur ricordando che le autofiorenti accumulano minerali anche nei rami e nei fusti.
Taglia le tue piante
Se sei arrivato a questo step, è il momento di ballare! Alcuni coltivatori fanno raccolte sequenziali, soprattutto con le autofiorenti.
Anche se puoi usare qualsiasi strumento, consigliamo cesoie ben affilate per tagliare nettamente stelo o rami.
Come vedi nel video sopra, il coltivatore ha iniziato tagliando ogni ramo singolarmente, ma alle volte le cime nelle zone basse della pianta non si ingrossano abbastanza se ricevono poca luce. Puoi massimizzare il raccolto con una raccolta parziale.
Non è sempre necessario distruggere completamente le piante. In base alle condizioni ambientali, puoi tagliare solo lo stelo principale lasciando la pianta intera per il periodo di essiccazione. Più lasci la pianta intatta, più lentamente essiccherà (entro certi limiti). Se vivi in un clima caldo e secco e hai problemi a controllare temperatura e umidità, lascia la pianta intera per rallentare l'essiccazione e ottenere un prodotto migliore.
Raccolta parziale o scalare
Come detto sopra, a volte la pianta non riceve abbastanza luce, sia indoor che outdoor. In genere, in questi casi le cime inferiori resteranno piccole, il cosiddetto popcorn buds. Non preoccuparti o pensare di aver sbagliato: è abbastanza comune ed esiste un modo semplice per gestirlo. Se le cime superiori sono pronte ma quelle sotto no, puoi scegliere di fare un raccolto parziale, tagliando i rami maturi e lasciando quelli che devono ancora ingrossarsi qualche giorno in più. Oppure puoi raccogliere tutta la pianta se preferisci non aspettare. Entrambe le strade funzionano.
Raccolta perpetua
Se non vuoi aspettare troppo, puoi organizzare una raccolta perpetua che ti permetterà di raccogliere ogni paio di settimane. È un ottimo modo per non restare mai senza erba, e con le auto è ancora più efficace perché puoi farlo in un’unica tenda con un singolo fotoperiodo luminoso. Per farlo basta iniziare a coltivare, raccogliere quando alcune sono pronte e avere i semi per sostituire quelle raccolte: così potrai raccogliere piante ogni paio di settimane senza doverle spostare.
Raccolta multipla, doppio raccolto o raccolta scalare
Se hai da raccogliere più piante come in una raccolta perpetua, devi essere preparato per una giornata lunga. Assicurati di avere alcool per pulire e sterilizzare forbici o cesoie.
Il processo è lo stesso: ricorda che i tricomi iniziano a degradarsi dopo che sono pronti, quindi cerca di raccogliere tutte le piante nella stessa giornata. Inizia al mattino, metti un po’ di musica e tieni pronto il cestino per la pulizia.

Puoi iniziare rimuovendo leggermente le foglie a ventaglio defogliando prima della manicure come vedi in foto: togli prima le foglie più grandi, poi quelle più piccole. Non levare tutto ora: le sistemerai meglio durante la manicure. Usa i guanti per evitare che la resina ti resti attaccata alle mani: quella resina potrai fumarla dopo.
Consigliamo inoltre di pulire le forbici o le cesoie con alcool quando diventano appiccicose: così potrai fare un taglio netto senza strappare le foglie. Il prossimo passo è tagliare gli steli uno per uno. Non sradicare la pianta prima di aver tagliato gli steli!
Manicure
La manicure può richiedere molto tempo. Scegli uno stelo alla volta e, se vieni interrotto durante la pulizia, puoi lasciare le piante ancora nel terreno. Sradicare subito la pianta ti costringe a tagliare tutto. Usa il miglior paio di tronchesi o le forbici Fiskars più affilate che hai. Ovviamente devono essere pulite e sterilizzate. Maneggia le cime con delicatezza per non perdere i tricomi. Esistono due metodi per la manicure.
Il primo consiste nel tagliare le foglie prima di essiccare le cime, ovvero manicure a fresco. Il secondo consiste nel togliere le foglie dopo aver raccolto e fatto essiccare le cime, ovvero manicure a secco. Molti coltivatori preferiscono la manicure a secco, perché è più facile togliere le foglie una volta essiccate. Per la maggior parte consigliamo la manicure a secco. L’unica eccezione è se vivi in ambienti caldi e umidi dove le cime fresche rischiano di sviluppare muffa: in quel caso meglio la manicure a fresco. Se puoi controllare temperatura e umidità nell’area di essiccazione (aspetto fondamentale), taglia pure la pianta alle dimensioni che preferisci e lasciala essiccare lentamente.

Il passo successivo è gestire le foglioline resinose. Alcuni coltivatori le lasciano sulle cime, ma qui è una questione di scelta. Le foglioline resinose sono piccole foglie attaccate alla cima e ricoperte di cristalli: potresti avere la tentazione di non toglierle.
È comprensibile: nessuno vuole sprecare la resina! Ma le foglioline possono rendere il gusto più aspro. Fumare cime pulite senza foglie è un’esperienza straordinaria. Ma non preoccuparti! Puoi comunque usare queste foglie per fare edibili o concentrati invece di buttarle. Ogni parte resinosa va valorizzata! Taglia gli steli in modo da poterli appendere ad asciugare. Se non vuoi appenderli, taglia come preferisci. Ricorda che più piccoli sono i fiori, più rapidamente si essiccano.

Lascia stare le cime principali: sono così belle che vale la pena aspettare. Disponi le cime e i fiori piccoli su carta oleata o da forno pulita. Sono appiccicose e devi evitare che si posi della polvere. Una volta tagliati tutti gli steli, puoi sradicare la pianta. L’ultimo passo è essiccare e poi conciare le cime. Ma per adesso guardati bene il tuo raccolto e fatti i complimenti! Ora puoi puntare al prossimo mega raccolto.
4. Essiccare correttamente le cime
L’essiccazione consiste nell’eliminare l’acqua contenuta nelle cime, che possono perdere fino al 75% del peso, lasciandoti solo materiale vegetale secco, più facile da bruciare durante la fumata.

Se non hai mai coltivato cannabis, probabilmente non sai che dopo il raccolto ci sono altri passaggi prima di poter fumare: sfortunatamente sono necessari, ma a differenza del ciclo di crescita (circa 9 settimane per le auto), essiccazione e concia possono durare anche solo 3 settimane.
L’essiccazione deve avvenire in un ambiente chiuso: va bene una tenda di coltivazione o una stanza, ma non serve chissà cosa; c’è chi usa scatole di cartone o di scarpe: l’importante è che non passi la luce e che possano essere controllate umidità e temperatura.

L’essiccazione può durare 1-2 settimane: durante questo periodo la temperatura ideale è tra 15-20°C e l’umidità relativa tra 50-60%, così le cime essiccheranno perfettamente.
Ricorda che per migliorare aroma e sapore l’essiccazione deve avvenire il più lentamente possibile: asciugare troppo in fretta rovina tutto il lavoro e dà un gusto di fieno aspro. Se esegui la manicure a secco (consigliatissimo!), adesso è il momento: procurati cesoie da taglio specifiche. Non usare MAI forbici smussate da cucina! La manicure è un lavoro lungo e noioso, soprattutto se hai un raccolto abbondante da lavorare.
5. Il processo di concia
La concia è importante quanto l’essiccazione: consiste nel lasciare le cime in un barattolo di vetro cambiando aria 2-3 volte al giorno, a seconda della quantità di cime e della capienza del vaso. In generale, il vaso dovrebbe essere pieno al 65-75% e dovrai aprire il tappo per arieggiare e prevenire la muffa, favorendo il giusto ricambio di aria durante la maturazione delle cime.

Durante la concia sentirai chiaramente la differenza di odore di giorno in giorno: l’aroma tipico della marijuana si intensificherà sempre più, ma non c’è un modo univoco per sapere se è pronta, se non... odorare.
Dopo 2 settimane dovrebbero essere già buone, ma puoi continuare la concia anche fino a 1 anno per trovare la maturazione perfetta per te.
Quando l’odore di clorofilla (odore da pianta) sarà scomparso lasciando solo l’aroma tipico della cannabis, le cime sono pronte per essere consumate. Alcuni coltivatori lasciano maturare almeno 10 giorni, ma noi consigliamo almeno 2-3 settimane per ottenere l’intero profilo terpenico della pianta.

Alcuni coltivatori lasciano le cime in concia anche 6 mesi o più. Non ci sono studi scientifici che confermino la maggiore potenza o miglior sapore, ma molti coltivatori lo assicurano: ti consigliamo di sperimentare per capire cosa funziona meglio per te, perché ogni raccolto e ogni gusto sono diversi.
6. Come aumentare THC o CBD nella cima?
Un altro motivo per raccogliere le varietà autofiorenti al momento giusto è massimizzare il CBD o il THC nelle cime. THC e CBD sono entrambi cannabinoidi della cannabis. La pianta ne contiene oltre 100, e la scienza sta scoprendo risultati positivi nella cura di dolore e spasticità.
Quei cristalli bianchi che vedi sulla pianta? Ecco cosa cerchiamo: THC e cristalli bianchi si sviluppano sulle piante nell’ultima fase. Le piante di marijuana autofiorente saranno ricoperte di resina nelle ultime due settimane.

Quindi, se aspetti che i tricomi si sviluppino, il contenuto di THC crescerà di pari passo, assicurandoti cime potentissime. Se però aspetti troppo, il THC degrada e rischi effetti sedativi spiacevoli.
Qui c’è un aspetto interessante.
C’è chi aspetta justamente che il THC degradi, perché vuole ottenere più effetti dal CBN. Come il THC, anche il CBN è un cannabinoide, ma non produce effetti psicoattivi.
Il CBN è più terapeutico e promette bene per il trattamento di patologie come la schizofrenia. Quindi, se vuoi aumentare il CBN, aspetta ancora un po’ dopo che i tricomi sono torbidi: circa 80-90% di tricomi ambrati saranno sufficienti.
Ricorda che le Indica offrono effetti rilassanti, mentre le Sativa danno uno sballo cerebrale. Quindi per varietà come Z Auto, Cream Cookies Auto e Blackberry Auto, che sono Indica-dominanti, non occorre aspettare che tutte le cime diventino ambrate: anche con un 40-50% di tricomi ambrati sei a posto.
Al contrario, varietà come Lemon AK Auto, Blue Dream Auto e Mexican Airlines Auto sono Sativa-dominanti. Per queste varietà stimolanti e creative puoi raccogliere quando 35% dei tricomi sono ambrati.
7. Massimizza i tuoi raccolti con questi consigli
Anche se le autofiorenti possono produrre raccolti abbondanti, alcuni coltivatori vogliono ottenere il massimo da ogni seme — ed è giusto così. Esistono varie tecniche per aumentare la resa, alcune più difficili da eseguire correttamente. È importante avere un po’ di pratica prima di fare topping alle auto, ma ci sono molte tecniche LST adatte anche ai principianti.

Ecco alcuni consigli per massimizzare il raccolto:
- Assicurati che le piante abbiano almeno 18 ore di luce indoor e 8 ore outdoor; più luce significa più raccolto.
- Usa sempre i migliori nutrienti e contenitori per ottenere risultati ottimali.
- Allena le piante con la tecnica LST (Low-Stress Training).
- Innaffia bene, ma non esagerare: segui il ciclo umido-asciutto.
Puoi aumentare la resa delle autofiorenti usando anche altre tecniche. Se sei esperto, sai già quando raccogliere, ma per i principianti può essere complicato. Il tempismo è fondamentale nella raccolta.
8. In conclusione
Crescere correttamente e prendersi cura delle piante fino alla fine della fioritura non è la fine del compito di ogni coltivatore. Prima di fumare le tue cime ci sono processi da seguire per ottenere i migliori risultati: anche se non saranno difficili come la nutrizione o il training, raccolta, manicure, essiccazione e concia sono fondamentali nella coltivazione della cannabis.
Ora che sai come raccogliere la marijuana, provaci: germina qualche seme e inizia a coltivare.
Se hai consigli per rendere più semplice questo processo, condividili con gli altri coltivatori nei commenti qui sotto!
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